Schede botaniche

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Si riportano di seguito le schede botaniche di alcune specie presenti nel Giardino.

 

 

EPHEDRA CAMPYLOPODA  
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FAMIGLIA: Ephedraceae

STATUS: Rara La specie, nota solo per le coste del Mediterraneo orientale, è stata recentemente scoperta in territorio italiano ove vive esclusivamente in due località costiere del Salento (Lecce). Si tratta probabilmente di un relitto floristico oppure di specie da poco introdotta dalle sponde opposte dell’Adriatico per opera di uccelli carpofagi. A Torre Minervino (Lecce) sono stati costruiti recentemente due complessi turistici che hanno accentuato l’antropizzazione dell’area con gravi ripercussioni sull’ambiente.

DISTRIBUZIONE: Specie del Mediterraneo orientale. In Italia è presente solo a Santa Cesarea Terme e a Torre Minervino, lungo la costa sud-orientale del Salento: indicata anche per la Majella, ma tale segnalazione andrebbe verificata.

HABITAT: Scogliere e garighe litoranee.

INTERESSI ED USI: Le stazioni italiane sono tra le più occidentali del suo areale. L’impollinazione è di tipo entomofila. A Cipro la specie trova svariati usi nella medicina popolare. La bisessualità delle infiorescenze è il carattere più peculiare per distinguere la specie da Ephedra fragilis di cui in passato fu considerata una sottospecie.

AURINIA LEUCADEA GUSS. Alisso di Leuca (Cruciferae)  
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CARATTERISTICHE GENERALI: Pianta rara e localizzata solo nel Salento e nelle isole Tremiti, in ambienti minacciati dal turismo e relativa espansione edilizia.
La stazione di Torre Minervino (Lecce) è minacciata da recenti insediamenti turistici.

DISTRIBUZIONE: Subendemica.
In Italia presente solo in Puglia, nel Salento, da Torre Sant'Isidoro ad Otranto, e sulle Isole Tremiti.

STATUS: Rara

INTERESSI ED USI: Si tratta di un'entità presente, oltre che in Italia, anche nella Penisola Balcanica.

HABITAT: Rupi calcaree presso il mare.

CENTAUREA LEUCADEA (Asclepiadaceae)  
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CARATTERISTICHE GENERALI: Specie esclusiva degli ambienti rupicoli del Salento la cui salvaguardia è indispensabile per la conservazione di questa pianta e di altre entità endemiche come Aurinia leucadea, Campanula versicolor e Dianthus japigicus. Un serio pericolo per la pianta è rappresentato dalle raccolte effettuate da parte di botanici e collezionisti.

DISTRIBUZIONE: Endemica del Salento (Lecce) dove è stata rinvenuta a Capo Santa Maria di Leuca e Novaglie.

STATUS: Rara

INTERESSI ED USI: Si tratta di una specie endemica localizzata in due nuclei con popolazioni distinte: la var. typica al Capo di S.Maria di Leuca e la var. japyigica a Novaglie. Appartiene al gruppo di Centaurea cineraria s.l. dal quale si è differenziata per isolamento geografico in seguito alle variazioni del livello del mare.

HABITAT: Rupi calcaree a picco sul mare.

ERICA MANIPULIFLORA  
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FAMIGLIA: Ericaceae

STATUS: Vulnerabile

La specie si rinviene in Italia unicamente in una decina di stazioni costiere del Salento dove è localizzata, anche se piuttosto abbondante; la stazione di Gallipoli non è stata più confermata. Il recente sviluppo turistico che interessa questo settore costiero potrebbe minacciarne la sopravvivenza.

DISTRIBUZIONE

Steno mediterraneo orientale. In Italia è presente solo in Puglia nel Salento, nel tratto costiero tra Otranto e San Cataldo, una stazione isolata è nota a Gallipoli. Le segnalazioni siciliane vanno riferite a Erica multiflora.

HABITAT

Garighe litoranee su substrato calcareo.

INTERESSI ED USI

La presenza in Puglia di questa specie, il cui areale interessa principalmente la Penisola Balcanica, è di notevole interesse fitogeografico. A Cipro, le sommità fiorite trovano impiego nella medicina popolare come astringente ed antisettico urinario.

QUERCUS MACROLEPIS  
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FAMIGLIA: Fagaceae

STATUS: Rara

Specie arborea che in Italia è presente ormai solo con poche decine di individui nei pressi di Tricase e in altre località sparse della Penisola Salentina; fu erroneamente indicata per il Gargano. La sua presenza è incerta in Lucania, nei pressi di Matera dove, segnalata negli anni '30, non sembra essere più stata ritrovata ed è forse scomparsa in seguito ai tagli effettuati nei boschi nel corso della seconda guerra mondiale. In certe annate (come nel 1991) presenta ottima rinnovazione naturale.

DISTRIBUZIONE

Mediterraneo-orientale. In Italia la specie, di dubbio indigenato, è nota solo per la Puglia, tra Tricase, Tricase Porto e Marina di Novaglie ed in altre località sparse nel Salento; è segnalata anche in Basilicata presso Matera al Bosco Selva ove andrebbe riconfermata.

HABITAT

Boschi e luoghi coltivati da 0 a 200 m.

INTERESSI ED USI

La specie, probabilmente introdotta dai Saraceni nel XV secolo, presenta interesse silvocolturale ed il legno ben si adatta a diversi usi. In passato le ghiande di alcune varietà furono utilizzate nell'alimentazione umana e nella concia delle pelli per la presenza di tannino nella cupola.

QUERCUS ILEX L. (Leccio)  
 Quercus-ilex.jpg  È una specie perenne, legnosa, sempreverde, che può raggiungere i 20m di altezza nelle leccete naturali, mentre nella macchia assume un portamento cespuglioso, raggiungendo pochi metri di altezza. La corteccia è grigio-chiara e liscia quando la pianta è giovane, grigio-scuro e screpolata, in età avanzata. La chioma è densa e globosa; le foglie sono persistenti, coriacee, di forma molto variabile: ablungo-ovate o lanceolate nelle forme arboree. Arrotondate e con margine spinoso-dentaticolato nelle forme arbustive; la pagina superiore delle foglie è verde-scura, spesso lucida, mentre quell'inferiore è grigiastra e ricoperta da un feltro di peluria.

Le ghiande sono piccole, terminanti a punta e con una cupola a squame brevi, fittamente appressate, ottuse e vellutate per la presenza di numerosissimi peli.

Il leccio è una tipica pianta mediterranea, presente lungo quasi tutti i litorali italiani; predilige i terreni calcarei spingendosi sino a 1000m dal livello del mare, nella fascia prealpina. Spesso viene coltivato per la ricostruzione di parchi e per alberature stradali, per il suo portamento maestoso ed il suo compatto fogliame. Il suo legno è un ottimo combustibile; dalla sua corteccia vengono estratti i tannini, mentre le sue ghiande costituiscono un buon alimento per i suini. L'areale di diffusione del leccio comprende tutte le coste lambite dal Mediterraneo escluse quelle dell'Egitto e della Palestina dove il clima è molto arido.

 SARCOPOTERIUM SPINOSUM  
 Sarcopoterium-spinosum.JPG  

Caratteristiche generali: La specie, tipica delle aree litoranee, in Italia è limitata a poche stazioni del Meridione, della Sicilia e Sardegna dove è minacciata dall'espansione edilizia e da altre attività antropiche. È scomparsa da Tivoli per l'espansione urbana e da Torre Columena, sulla costiera jonico-salentina, in seguito all'estensione delle colture; nelle vicinanze di Bari e nei pressi di Crotone, in Calabria, non è stata più rinvenuta in tempi recenti.

Distribuzione: Sud-est mediterranea.
In Italia è attualmente presente in Puglia, in alcune stazioni del Salento; in Calabria, tra Marina di Rocca Imperiale e Marina di Amendolara (Cosenza); in pochissime stazioni della Sicilia e Sardegna (dintorni di Cagliari) dove raggiunge il limite occidentale della sua distribuzione.

Status: Vulnerabile

Interessi ed usi: Presso alcune popolazioni dell'Asia Minore, la corteccia trova impiego contro il diabete; la resina ottenuta dalle radici intagliate è utilizzata nella cura di malattie di origine nervosa.

Habitat: Garighe ed incolti umidi, dal livello del mare fino a 300 m s.l.m., nella fascia dell'Oleo-Ceratonion; in Calabria a Rocca Imperiale Marina è stata descritta l'associazione Helichryso-Sarcopoterium spinosi; in Sicilia caratterizza l'associazione Chameropo-Sarcopoterium spinosi.

PERIPLOCA GRAECA  
Periploca-graeca.jpg Caratteristiche generali: Rara liana la cui sopravvivenza è legata a quella degli ultimi boschi igrofili del litorale costantemente minacciati dall'espansione urbana, dal turismo o da errata gestione silvoculturale. La popolazione dei laghi Alimini in Puglia è minacciata da progetti di espansione turistica ed edilizia; non è stata riconfermata per il Lago di Porta in Toscana.

Distribuzione: Nord-est-mediterranea.
In Italia è presente in Liguria a Marinella di Sarzana dove sembra avventizia. Toscana (Lago di Porta, paludi costiere della Macchia Lucchese, Lago di Massacciuccoli ecc.), Lazio nella Tenuta di Castelporziano (Tassi, in litt.) e in altre località, Puglia (Laghi Alimini e Bosco di Rauccio), Calabria (Bosco di Rosarno).

Status: Vulnerabile

Interessi ed usi: Trova impiego in medicina quale cardiocinetico; in Toscana il succo lattiginoso era utilizzato come purgante.

Habitat: Boschi umidi litoranei; su suoli costantemente umidi ma non allagati.

FICUS CARICA  
FicusCarica.jpg E' una specie perenne, legnosa, a foglie caduche, che raggiunge altezze di 2-5 m. Si presenta come albero o come frutice molto ramificato, dalla corteccia liscia di colore grigio-argenteo. Nelle specie arboree i rami principali sono molto grossi e possono presentare andamento normalmente ascendente oppure contorto.

La chioma è sempre globosa e molto ricca di foglie; queste ultime compaiono sul finire della primavera, hanno forma palmata, con 3-5 lobi molto accentuati. La loro pagina superiore è verde scuro ed è molto ruvida, quella inferiore, invece, è più chiara e ricoperta di un feltro di morbidi peli. I fiori, poco appariscenti, sono chiusi in ricettacoli carnosi che si trasformeranno in infruttescenze ("fichi") grandi e commestibili.

LIMONIASTRUM MONOPETALUM  
 LimoniastrumMonopetalum.jpg FAMIGLIA: Plumbaginaceae

STATUS : Vulnerabile

Specie non comune, localizzata sui litorali la cui distruzione è la causa principale della sua rarefazione. La stazione sarda dello stagno di Gavile (Olbia) rischia di scomparire in seguito ad opere di bonifica ed insediamenti turistici non controllati.

DISTRIBUZIONE

Sud-ovest-mediterranea. Nel nostro paese è nota per la Penisola Salentina, Calabria, Sicilia (Trapanese e Ragusano), Linosa, Lampedusa e Sardegna ad Olbia e Teulada.

HABITAT

Ambienti litoranei salati o subsalsi.

INTERESSI ED USI

Grossa plumbaginacea cespugliosa presente in buona parte del bacino del Mediterraneo ma con un areale frammentario.

ARBUTUS UNEDO  
 Arbutus-unedo.jpg  E' una specie perenne, legnosa, alta da 1,5 a 3m ma, in condizioni favorevoli, può raggiungere anche i 12m. La si ritrova sia allo stato arbustivo che allo stato arboreo, è molto decorativa ed ha una chioma ricca di foglie e persistente. Ha sempre portamento eretto; la corteccia è di colore bruno-opaco, con screpolature molto accentuate che spesso si sfaldano in placche. Le foglie sono sempreverdi, coriacee, di forma ovato-lanceolata, con margine seghettato ed apice appuntito; la pagina superiore è di colore verde-scuro e lucida, quella inferiore è più chiara ed opaca. Il corbezzolo ha la peculiarità di presentare sia i fiori che i frutti durante molti mesi dell'anno, presentandosi sempre rigoglioso e variopinto. Infatti, i fiori, bianco-candidi, dalla forma campanulata e piccoli, sono riuniti in allegre infiorescenze a grappolo e spiccano accanto ai frutti globosi dall'aspetto di grosse ciliegie, dal colore rosso-vivo, esternamente ricoperti da numerose piccole verruche piramidali, internamente contenenti una polpa giallastra, succosa e dolciastra.

Il corbezzolo è molto appetito dal bestiame, perciò viene facilmente distrutto dal pascolo intensivo; tuttavia, ha una notevole capacità di emettere vigorosi polloni reagendo prontamente anche nei casi di danneggiamenti provocati da incendi. Il suo legno si presta bene per piccoli lavori artigianali ed è un ottimo combustibile; la corteccia e le foglie sono ricche di tannini, perciò vengono utilizzate per la concia delle pelli; le foglie hanno proprietà medicinali astringenti; i frutti sono commestibili, perciò impiegati nella preparazione di squisite marmellate e di liquori.

Il corbezzolo predilige i terreni acidi e ricchi di humus, le zone meno aride e riparate dai venti; trova il suo habitat naturale nelle macchie e nei boschi sempreverdi. E' diffuso in tutto il Bacino Mediterraneo, dalla Penisola Iberica al Mar Nero ma, soprattutto nella parte occidentale, penetra sin nell'entroterra.

EPHEDRA DISTACHYA L.  
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FAMIGLIA: Ephedraceae

STATUS: Vulnerabile Rara specie che vive ancora su qualche spiaggia dell’Italia meridionale, Sicilia e Sardegna: in Liguria non è stata rinvenuta di recente (Martini in litt.). È minacciata dallo sviluppo turistico ed urbano che interessa la fascia costiera.

DISTRIBUZIONE: Nord-ovest-mediterranea. In Italia è stata segnalata per pochissime stazioni della Liguria, dell’Italia meridionale, Sicilia e Sardegna sulla costa occidentale e settentrionale.

HABITAT: Spiagge e scogliere marittime.

INTERESSI ED USI: La specie svolge un ruolo importante nel consolidamento delle dune; è utilizzata in terapia poiché i sali di efedrina hanno azione analoga a quella dell’adrenalina; in Sardegna i rami della pianta venivano utilizzati per confezionare scope.