Festa della poesia 2019

Arminio.jpgSabato 30 Marzo, alle ore 9.30, nell’Aula Magna del Liceo, il poeta Franco Arminio incontrerà gli studenti di alcune classi. L’incontro è stato organizzato  nell’ambito della quarta edizione della Festa della poesia e in collaborazione con le docenti Marcella Rizzo, Anna Scarsella e Francesca Giordano, responsabili dei progetti “Ex libris” e “Biblioteca”. Franco Arminio è nato a Bisaccia, dove vive. Poeta, scrittore e regista, ha pubblicato raccolte di versi e libri di prosa. Collabora con i quotidiani "Il manifesto" e "Il Fatto Quotidiano". È vincitore del Premio Napoli (2009) con "Vento forte tra Lacedonia e Candela", "Esercizi di paesologia" (Laterza, 2008), del Premio Stephen Dedalus (2011) con "Cartoline dai morti", del Premio Volponi (2012) e del Premio Carlo Levi (2013) con "Terracarne" (Mondadori, 2011). Tra le sue opere: "Viaggio nel cratere" (Sironi 2003), "Nevica e ho le prove", "Cronache dal paese della cicuta" (Laterza, 2009),  "Geografia commossa dell’Italia interna" (Bruno Mondadori 2013), "Cedi la strada agli alberi. Poesie d'amore e di terra" (2017, premio Brancati 2018) e "Resteranno i canti" (2018). Arminio non  ama definirsi uno scrittore, ma un «paesologo», ovvero «uno studioso di quei particolari organismi che sono i paesi», quelli con la “p” minuscola per intendersi. Secondo alcuni critici letterari è un neorealista alla Pasolini, secondo altri un meridionalista alla Carlo Levi, Aminio è tra gli scrittori più interessanti della letteratura italiana contemporanea. Tutta la sua opera è permeata da una profonda passione per la dimensione paesana, per la natura che avvolge e scandisce i ritmi, per l’immediatezza del rapporto quotidiano con la vita e con la morte, per il paesaggio come un corpo femminile, e viceversa. Roberto Saviano ha definito Franco Arminio «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato».